PHPersonalBookmarks

Volevo presentarvi un piccolo progettino portato avanti nei ritagli di tempo libero. Si tratta di un software scritto in php (e stralci di jquery) che permette di gestire direttamente on-line i propri segnalibri. Perciò se avete uno spazio web (o se volete provarlo in locale) potete liberamente scaricare i sorgenti open source e caricarli nel vostro spazio web con un semplice trasferimento ftp o ssh.

Potete iniziare immediatamente a catalogare i vostri segnalibri preferiti e consultarli immediatamente on line ovunque siete. Non necessita di nessun tipo di database perchè si basa tutto su un db flat text.

Chiunque voglia provarlo può scaricarlo, caricarlo ed utilizzarlo immediatamente senza installazioni e configurazioni.

Il codice, nonostante la sua semplicità e leggerezza, permette di svolgere le principali  attività legate alla catalogazione dei propri links. È possibile, ad esempio, creare i link mediante un comodo form ed inserire le informazioni più importanti, cancellare i link direttamente dalla lista mediante l’apposita icona, Eliminare i link per nome, descrizione e tag semplicemente cliccando sulla testata della colonna, mostrare i link una comoda finestra modale per avere un’anteprima del sito che si sta per visitare e condividere in maniera rapida gli url con i propri amici su centinaia si siti e social network.

Se il progetto vi interessa seguite il tag #phpersonalbookmarks su diaspora per essere sempre aggiornati sullo sviluppo.

Vista della lista dei links
Form creazione link
Esempio di sito in finestra modale

L’epoca delle fotografie

C’è stato un tempo in cui la passione per la fotografia lasciava largo spazio all’incontro tra la natura, i soggetti e l’uomo. Tutto ciò che serviva per immortalare lo scatto era racchiuso nel momento stesso in cui lo scatto iniziava ad esistere. Un paesaggio, una reflex e l’uso parsimonioso della messa a fuoco erano tutto quello che serviva per creare l’arte da ciò che già era arte. A ciò si aggiungeva l’attesa di avere tra le mani la propria fotografia sviluppata e questo rendeva ancora più piacevole fare foto. Il numero limitato di scatti a disposizione era il freno inibitore verso tutto ciò che si riteneva inutile.

Poi giunse la rivoluzione. Photoshop permise alla gente di sbagliare e da ciò ne derivò una perdita di poesia dovuto dall’attenzione meticolosa nella ricerca del soggetto perfetto, della sua inquadratura, del suo profilo migliore e della luce più idonea affinché tutto fosse al posto giusto. Il post-fotografia è diventato un vero e proprio laboratorio di finzione dove ciò che non c’era poteva essere aggiunto, ciò che non doveva esserci eliminato. I colori potevano essere alterati, la bellezza poteva essere osannata o nascosta. Nulla era più ciò era stato.

Poi fu ancora rivoluzione. Giunsero le camere intelligenti. Messa a fuoco automatica, scatto propositivo, funzioni preimpostare e scelta del soggetto migliore. Il fotografo a smesso di essere tale ed il suo compito ha iniziato ad essere sempre più simile a quello di un semplice treppiede. Non ti è permesso sbagliare per il gusto di farlo perché tutto deve essere perfetto. Non puoi definire l’arte dello sfocato perché pur volendo non puoi farlo.

Voi potete pure chiamarla libertà tecnologica ma io la chiamo prigionia del progresso.