Musica minimale in forma terminale!

Ammetto che il titolo, vagamente evocativo, richiama quanto di più blando la generazione discotecara degli anni ’90 ci ha potuto offrire. Avrei potuto trovare un titolo più serio ma avrei dovuto cambiare posto perché questo blog è tutto fuorché serio!

Chi, come il sottoscritto, dispone del più scarso hardware che l’universo esplorato abbia mai potuto produrre (no, non ho un Mac! Non esageriamo!) saprà quanto ogni singolo atomo sia utile e lo si debba utilizzare per compiti importanti come gestire lo streaming dei telefilm o animare le gif dei gatti che dormono in piedi. Tutto il resto è una risorsa sprecata.

Chi, come il sottoscritto, usa il computer per programmare, ha necessità di avere la musica come sottofondo perché recenti studi dell’University or Recent Studies del Minnesota hanno dimostrato che sviluppare qualcosa mentre una base musicale è in sottofondo ci rende più produttivi del 3,14%. Se però prendiamo per buono quanto detto prima allora avere un player musicale in funzione vuol dire privare il nostro hardware obsoleto di preziose risorse. Come fare in questi casi?

Chi usa GNU/Linux sa che molto spesso il primo sistema per recuperare risorse importanti è usare il terminale invece dei classici software ad interfaccia. Il terminale, infatti, non deve eseguire ghirigori grafici e questo agevola i poveri computer moribondi a vivere una vita dignitosa. Ascoltare la musica via terminale può apparire contorto e troppo nerd ma…….lo è! E per questo ci piace.

Il software

Chi ha un sistema operativo GNU/Linux avrà sicuramente una serie di software indispensabili installati e tra essi figura VLC. Proprio questo programma ci viene incontro e ci fornisce una comoda interfaccia da riga di comando per gestire delle playlist ed ascoltare Gigi D’alessio come se si stesse usando un comune player multimediale. Come già detto se si ha VLC nel proprio sistema allora si può utilizzare NVLC. Tutto quello che bisogna fare è avviare un terminale, digitare nvlc e dare Invio.

nvlc-player-terminale

Quello che si presenta ai nostri occhi è quanto di più bello e spartano l’occhio umano di un nerd possa desiderare. Caratteri blue e gialli si stagliano sullo sfondo del nostro terminale senza se e senza ma. Ovviamente non c’è nessun tasto da poter cliccare e tutto è demandato ad una gestione da tastiera come ci ha insegnato l’informatica degli anni ’80. Digitando h avremo l’help con la lista completa delle chiavi da digitare. Cosa si può desiderare di più? La graffetta di Windows?

Le canzoni

Ora che il software è partito bisogna fare in modo che esso ci faccia ascoltare le canzoni. Non vorrei allarmare nessuno ma questo era lo scopo sin dall’inizio dell’articolo. Come ogni buon software da riga di comando che si rispetti, nvlc accetta come parametro di ingresso una serie di stringhe, separate da virgola, contenenti i percorsi delle cartelle da cui attingere le nostre canzoni o le singole voci direttamente. In questo modo sarà possibile far partire il software con una playlist già completa nella quale potersi muovere. Tuttavia, grazie all’uso della forza, è possibile selezionare le canzoni e le tracce audio digitando B per far apparire la navigazione nel filesystem e selezionando le voci (o intere cartelle) desiderate. Con la barra spaziatrice è possibile avviare e/o fermare la traccia in ascolto mentre con n e p si possono scorrere le canzoni in playlist.

Alcune info utili

Il software non è nato per essere un gestore di contenuti multimediale ma per essere un player multimediale e pertanto alcune scelte potrebbero risultare fastidiose per alcuni utenti. Ad esempio, di default, il player parte con la modalità Ripeti impostata. Tale problema può essere aggirato o digitando R o avviano il software con il parametro –no-repeat mentre con r (o con il parametro -Z) è possibile abilitare la riproduzione casuale che, in questi casi, può essere utile.

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