Io non lo aggiusto il tuo fottuto pc

Immagina di essere un meccanico della Ferrari. Uno di quelli che ha avuto il piacere di respirare l’odore delle gomme bruciate nei box della Formula 1. Uno di quelli che per anni ha messo mano su alcuni dei bolidi più veloci di sempre. Uno di quei professionisti che dedica la sua vita a sistemi meccanici complessi progettati per sfiorare velocità difficilmente immaginabili. Immagina di chiamarti John e di aver passato una vita intera tra modellini di auto ed esami di meccanica all’università per poter raggiungere il tuo sogno. Ora John è lì. Dove voleva essere. Tiene stretta tra le mani la chiave inglese 10 e contempla l’ottimo lavoro fatto. Tra qualche minuto tornerà a casa e saprà che l’indomani lo attende un altro giorno di lavoro tra grasso, olio e rumore di ferraglie. John è felice. John sei tu. Tu sei felice!

Ora sei a casa. La tua famiglia ti attende. Tua moglie ti accoglie e tuo figlio ti guarda credendoti un eroe. Tu sei quello che fa funzionare le macchine veloci e lui ne è affascinato. La tua vita è un quadro idilliaco. Ma, come quando conosci una ragazza a Bangkok, anche per te la vita ha riservato una sorpresa. È sera. Sei intento a guardare la televisione dove stanno trasmettendo il tuo show comico preferito. Ridi. Ma non sai che anche la vita sta per ridere di te come una prostituta quando le dici che il costo della prestazione è troppo alto. Il telefono squilla. Ti domandi chi possa essere. Per un attimo sei tentato a non rispondere perchè potrebbe essere tua suocera che chiede aiuto. Ci si sbarazzerebbe di lei in maniera pulita ma ci ripensi. Aspetti che la battuta in tv finisca. Ridi ancora. È bellissima e lo sottolinei ripetendola alla tua famiglia. Ti alzi e vai a rispondere al telefono ignaro che un incubo ti attende.

“Pronto?”

“Si, pronto. Sei John Doe?”

“Si, sono io. Lei chi è?”

“Ciao John. Sono Rodolbert, l’amico di Ferdinand. È stato lui a darmi il tuo numero. Ricordi? Ci siamo incrociati anni fa ad un cenone di capodanno. Quella volta che la nonna scambiò il cane per il tacchino e stava cercando di riempirlo di ripieno dal sedere. Ricordi? Spero di non disturbare”

“Ciao. Si certo che mi ricordo. Non disturbi affatto. Dimmi tutto”

“Mi ha detto Ferdinand che tu lavori come meccanico nella scuderia della Ferrari. Potresti darmi una mano?”

“Certo. Se possibile volentieri. Cosa è successo?”

“La Micra di mia suocera non si accende più. Cosa può essere? Mio nipote ha messo mano ma ha fatto un casino. Lui è bravo, eh! Tu pensa che trucca i motorini agli amici. E sa impennare mentre rutta! Nel quartiere è il migliore! Se parli con lui sicuramente ti capisce che per certe cose ci capisce pure più di voi che ci lavorate. Eh eh eh”

La vita. Questo instabile treno di eventi contigui ti si staglia davanti con il più beffardo dei sorrisi e ride di te. Come il peggiore dei bimbiminkia ti fa scorrere davanti la tua vita come se fosse lo squallido profilo Instagram di una sedicenne di bell’aspetto ma un po’ zoccola. Ripensi alle notti insonni per studiare gli esami e quel sudato 30 e lode in meccanica applicata di cui andavi fiero. Ripensi al primo motore smontato da una vecchia Fiat Giulietta insieme a tuo nonno. Il primo contratto come stagista alla Ferrari. Il primo stipendio. La prima promozione.

La tua famiglia nell’altra stanza ride alle battute della tv ma la immagini, maligna, a ridere di te. Quella telefonata non ti ha solo tolto del tempo prezioso ma ti ha ucciso. Ha ucciso l’immagine perfetta che avevi costruito del tuo mondo.

Adesso, con la stessa fantasia, immagina che John sia un programmatore informatico. Non ha dormito la notte per scrivere i suoi primi programmi. Mentre i suoi coetanei scoprivano il porno in streaming a 240p lui ridacchiava disegnando le tette in formato ascii nel terminale della sua Linux box con parentesi e punti. Ha la stanza piena di libri sui vari linguaggi di programmazione lì dove i suoi amici hanno i cataloghi Ikea. Lui riconosce in che linguaggio è scritto un software solo vedendo come è definita una funzione. Lui fa battute da nerd. Nel suo campo è un mago. Tra i più bravi se non il più bravo.

Il suo telefono squilla e dall’altro lato qualcuno chiede come mai il computer non si accende.

Il John meccanico è stato diplomatico. Per lui questa telefonata sarà forse l’unica di questo genere in tutta la sua vita. Non è abituato. Ha avuto la pazienza di sedersi e spiegare la differenza tra il suo lavoro e quello di un meccanico. Entrambi sono professionisti del loro settore con la differenza che trattano cose diverse. Dall’altro lato si obietta che si tratta sempre di macchine ed allora viene spiegato che sono macchine che funzionano in modo diverso. Con principi simili ma diversi. Un ossimoro, certo. Ma così è se vi pare!

Il John informatico è troppo assonato e troppo borderline per essere così paziente. Riceve questo tipo di telefonate continuamente. Molto più spesso delle chiamate dei call center che promuovono tariffe telefoniche. È arrivato al punto di sperare che a chiamarlo sia un indiano di Infostrada che cerca di spacciarsi per un operatore italiano. Si stizza. Si agita. Nel bel mezzo della telefonata si accorge di aver perso il filo del codice che stava scrivendo per lavoro. È irritato. Blocca l’interlocutore dall’altro capo del telefono e prima di riagganciare violentemente esclama: “Fatti togliere il virus da quel coglioncello di tuo nipote che entra nei computer dell’FBI. Io non lo aggiusto il tuo fottuto pc!”

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