Questa ovviamente è solo un’analisi blanda e superficiale di quanto sia chiaro che Android è più o meno Linux ma Linux non è Android. Sino a quando la disinformazione avrà la meglio sulla volontà di conoscere allora si dovrà combattere contro i mulini a vento essendo fortemente convinti che siano dei giganti.
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Io sono un numero
Costi e benefici
Ma se allora queste società guadagnano con questo sistema, vuol dire che se esso non esistesse sarebbero costrette a chiudere?
In realtà la cosa non è vera. Come è stato precedentemente illustrato, la televisione sopravvive agevolmente con la pubblicità senza ledere la privacy di chi sta usufruendo del servizio. Internet potrebbe funzionare allo stesso modo senza arrecare gravi danni nè all’utente e nè alle tasche delle società. Purtroppo però scavare nella vita della gente è molto più semplice che costruire delle vere e proprie analisi di mercato studiate nei particolari e quindi le aziende inserzioniste chiedono a gran voce che la nostra privacy sia lesa e che i loro prodotti siano venduti. Personalmente credo che nessun servizio valga la dignità della gente. Non permetterei a nessuno di entrare nella mia vita privata senza permesso e pertanto non permetterei a nessuno di scavare nei miei gusti e nelle mie abitudini sul web. Fortunatamente le alternative che ci tutelano esistono, basta solo voler cambiare per rispettare sè stessi e gli altri.
Alternative
Lungi da me creare una lista esaustiva delle alternative possibile, voglio solo indicare alcuni servizi che reputo ottimi come sostenuti delle più blasonate controparti al fine di dimostrare comeun business del web che tuteli l’utente esiste e funziona anche molto bene:
Google (Motore di Ricerca): DuckDuckGo Ixquick
Google (Maps) : OpenStreetMaps
Facebook: Friendica Diaspora
Twitter: Identi.ca
Inoltre vi invito a fare visita a questo sito dove è possibile travare valide alternative ai progetti più famosi, il tutto in salsa Open Source e quindi amico della nostra privacy.
Sistemi dei massimi brevetti
Nel 2012 due grosse potenze del panorama tecnologico mondiale si danno battaglia a suon di perizie e sedute legali per decidere, in sede giuridica, chi abbia avuto per prima l’idea di smussare gli angoli del proprio device mobile e chi abbia deciso che toccare lo schermo per svolgere le più comuni azioni fosse la più geniale delle trovare dalla scoperta della corrente elettrica ad oggi.
Ho voluto porre un lungo preambolo alla questione per poter parlare di quanto il brevetto sia un grosso limite per la società moderna, sempre alla ricerca di novità in cui imporre nuovi prodotti a mercati già saturi. Siamo talmente abituati all’idea che un’invenzione debba essere coperta da brevetto che forse non ci siamo mai soffermati ad immaginare un mondo senza. Il mio confronto storico vuole solo essere un modo simpatico per riuscire a capire quanto la limitazione dell’ingegno sia solo un male che porta alla stagnazione del futuro panorama della ricerca e del progresso, non solo tecnologico, ma globale.
Il brevetto (o più propriamente brevetto per invenzione) è un titolo giuridico in forza al quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo temporaneo di sfruttamento dell’invenzione in un territorio e per un periodo ben determinato, e consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione.
Anche se nella maggior parte dei casi, il titolare di un brevetto ottiene anche il monopolio del relativo mercato, questo non avviene sempre: il titolare di un brevetto potrebbe infatti trovarsi comunque nell’impossibilità di vendere il prodotto che incorpora l’invenzione brevettata, per esempio a causa di brevetti precedenti di proprietà di terzi.
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