DEFINIZIONE
Con il termine array si intende un tipo di struttura dati complessa che trae le proprie caratteristiche dalla definizione matematica di vettore.
Un array può essere visto come una serie di celle contigue ognuna delle quali ha il compito di contenere un determinato dato. Ogni cella che compone tale struttura è accessibile mediante una chiave denominata indice. L’’indice è un fattore fondamentale per accedere ai dati interni al vettore e nella maggior parte dei linguaggi di programmazione è di tipo numerico intero. I valori di tali parametro sono spesso contigui e possono partire da 0 o da 1.
Ad esempio, se volessi accedere al primo elemento di un array di nome vettore, il cui primo indice è 0 mi basterà usare la sintassi:
vettore[0]
mentre per accedere al terzo elemento dovrò utilizzare l’’indice 2:
vettore[2]
Bisogna precisare che nei linguaggi compilati, l’’uso degli indici di questa struttura, porta a degli errori se non si trattano in maniera consona questi parametri poiché tali linguaggi non hanno alcun riferimento in memoria della dimensione dei vettori con cui si lavora. Questo è un punto fondamentale poiché, l’’uso scorretto degli indici, può portare ad ottenere di dati errati e quindi potenzialmente pericolosi.
DATI DEGLI ARRAY
La concezione dei tipi di dati degli array varia in base ai diversi linguaggi di programmazione. Nel C, ad esempio, quando si definisce un vettore esso viene inizializzato con un tipo di dato che dovrà essere poi compatibile con i singoli dati in esso contenuti. Questo vuol dire che se all’’atto della definizione di un array lo dichiaro di tipo int, esso potrà contenere solo dati di tipo int. Nel PHP, invece, non importa il tipo di dato che l’’array andrà a contenere poiché il linguaggio è di tipo typeless.
Il prototipo di dichiarazione del lingaggio C è:
tipo nome_array[numero elementi];
pertanto un esempio di definizione può essere:
float vector[5];
Si nota come si sia definito un vettore di 6 elementi tutti di tipo float al quale è possibile accedere subito dopo la sua creazione. Se volessimo, infatti, inizializzare i suoi dati con i primi 6 numeri reali basterà utilizzare la sintassi
nome_array[indice] = dato;
Che nel nostro caso sarà:
vector[0] = 0.0;
vector[1] = 1.0;
vector[2] = 2.0;
vector[3] = 3.0;
vector[4] = 4.0;
vector[5] = 5.0;
DINAMICITÀ
Un array, nella maggior parte dei casi, può subire modifiche durante l’’uso del programma. Basti immaginare, ad esempio, un vettore che deve contenere le macchine parcheggiate in un parcheggio custodito. Ogni indice dell’’array indica un posto numerato e il dato in esso contenuto sarà il modello della macchina. Se un giorno il padrone del parcheggio decide di ampliare lo stabile aggiungendo nuovi posti allora anche l’’array dovrà essere ampliato per contenere nuovi indici. In tal caso basterà ricorrere ai mezzi che ogni linguaggio di programmazione pone a disposizione dello sviluppatore per riallocare la memoria utile a tale fine. Questo evidenzia come, se adeguatamente trattata, l’’array è una struttura dati dinamica. Tale concetto di dinamicità (array allocato dinamicamente) è da separare dal concetto di array dinamico.
Un array si definisce dimanico quando consente di aggiungere e/o rimuovere alcuni elementi. Esso si compone di due zone separate: la prima viene allocata e definita come un comune array mentre la seconda è nascosta ed è dedicata ai futuri allocamenti. Tale sezione può essere utilizzata sino a che la sua memoria non si esaurisce. L’’uso degli array dinamici risulta alle volte troppo dipspendioso sia in termini di spazio che di tempo poiché, una sua riscrittura, può richiedere anche la copia dell’’intero array.
ARRAY MULTIDIMENSIONALI
Sino ad ora abbiamo trattato vettori i cui dati erano accessibili mediante un solo indice. Può accadere, per esigenze di sviluppo, che si abbia bisogno di più indici da trattare. Tali elementi vengono chiamati array multidimensionali. Immaginiamo di voler utilizzare un array che mi indichi se in un determinato punto cartesiano ci sia o no un punto mediante la presenza di un 1 o un 0. I dati di tale vettore potranno essere accessibili mediante l’’uso di due indici: uno che indichi il valore dell’’asse delle ascisse da considerare ed uno quello delle ordinate.
Se, ad esempio, in un piano cartesiano prendiamo in considerazione le coppie di valori (2, 2), (2, 3), (3, 2) e (3, 3) e sappiamo che sono presenti solo due punti nelle coordinate (2, 2) e (3, 3), il nostro array potrà essere consultato accedendo ai dati mediante la sintassi:
nome_array[indice 1][indice 2]
Nel nostro caso sarà:
vettore[2][2] = 1;
vettore[2][3] = 0;
vettore[3][2] = 0;
vettore[3][3] = 1;
E’ facile notare come tale discorso può essere facilmente espanso ad array con un numero maggiore di indici.
CONCLUSIONI
L’array è sicuramente una delle strutture dati più semplice da gestire e da utilizzare. La sua convenienza, in termini tecnici, è da apprezzare per un suo uso basilare. Quando i dati iniziano a diventare eccessivamente numerosi e quando le dimensioni iniziano a crescere e sicuramente molto più pratico puntare ad altre strutture più consone a questi compiti.

