Ri-upload software gestione


Dopo la segnalazione di un errore nello scaricare il software gestione mi sono accorto che per un errore di battitura nel codice della pagina HTML del programma veniva scaricato un file corrotto.


Ho provveduto a ri-uploadare il file in modo corretto. Qualora qualcuno lo avesse scaricato e fosse ancora interessato ora il software è disponibile e funzionante.

Il link lo trovate nella colonna di sinistra sotto la voce Collaborazioni.

Mi scuso per l’inconveniente con chi era interessato alla prova e all’uso del programma.

Nuova collaborazione: Gestione


Con un nome tanto semplice quanto efficace vi voglio presentare un software che ho preso davvero a cuore, al quale ho voluto partecipare attivamente dove ho potuto e che voglio adottare come progetto da pubblicizzare sul mio spazio web: Gestione.

Questo programma si presenta in fase beta al pubblico con la versione 0.1.8 e si propone di essere un utile strumento per chi possiede una piccola e media azienda azienda. Nonostante esso sia nato per l’esigenze di un distributore di arredi può essere facilmente adottato anche da chi lavora in un campo totalmente diverso purché sia inerente con la vendita di prodotti all’utenza finale.

Nell’attuale versione è possibile:

– Gestione anagrafe clienti;
– Gestire anagrafe fornitori;
– Gestisce più listini prezzi;
– Importare i listini dei fornitori;
– Genera preventivi con sconti;
– Genera preventivi con aumenti;
– Genera preventivi con IVA in varie aliquote;
– Conferma le vendite (Commissioni) dai preventivi
– Genera automaticamente gli Ordini di Vendita (Commissioni) dai preventivi.
– Gestisce i ritiri della merce ordinata

Il programma si poggia su un database MySQL, è scritto in Gambas ed è disponibile solo su piattaforme GNU/Linux e simili.

Ricordo che l’attuale versione è funzionante ma non esente da bug o mancati funzionamenti. Si gradiscono pertanto feedback, siano essi negativi o positivi, da parte di utenti che vorranno testare (e magari usare) il software.

Trovate il link alla pagina del progetto nella colonna di destra.

Il caso delle "Prime Donne" informatiche


L’open source ha sempre trovato la sua forza nella qualità e quantità di gente che lavora armoniosamente allo stesso codice. Tanti cervelli applicati allo stesso lavoro portanto diversi punti di vista e pertanto molte sfumature dello stesso lavoro vengono analizzate, ideate e prodotte. E’ vero che si sono verificati casi di gruppi sgretolatisi per piccole discordie ma è pur vero che lo stesso kernel Linux, ad esempio, altro non è che l’insieme di codice partito dalle tastiere di milioni di programmatori e hobbysti di tutto il mondo.

Mi rendo sempre più conto però che gli utenti del web cercano in tutti i modi fama personale scrivendo programmi magari già esistenti la cui controparte “vecchia” e più blasonata svolge il proprio lavoro egreggiamente. Basti pensare a tutte quelle distro che ogni giorno nascono ma che non portano davvero nulla di innovativo se non il tema di icone particolari di default o magari compiz preinstallato. Facendo parte di una comunità invoglio spesso utenti che lavorano allo stesso progetto a collaborare invece di sviluppare software simili in parallelo. Molte volte il risultato è stato soddisfacente mentre alte volte esso non c’è per niente stato.

C’è chi dice che la frammentazione nel mondo dell’open-source sia un bene; personalmente ritengo che invece, alle volte, essa sia un male poichè più menti con uno scopo comune potrebbero lavorare allo stesso progetto rendendolo più modulare, preciso e concorrenziale rispetto alle controparti commerciali.
Perchè avere due distro simili quando se ne può avere una efficente e completa? Perchè avere un browser leggero ed uno veloce quando se ne potrebbe avere uno che convoglia entrambe le qualità?
La frammentazione deve esistere laddove essa non può essere evitata, come ad esempio quei casi di programmatori che non conoscono lo stesso linguaggio di programmazione o distribuzioni basate su pacchetti d’installazione diversi.

Essendo io stesso un hobbysta programmatore mi sono trovato spesso a scrivere codice per esigenza personale, sia per dare un impronta precisa dei miei gusti ai miei programmi e sia per studiare elementi del mio linguaggio di programmazione preferito creando così software molto simili ad altri già esistenti. Ho commesso anche io questo errore in passato ma ho imparato proprio dall’esperienza che il web propone

Invito chiunque ami programmare a mettere da parte l’orgoglio del proprio nome in homepage e di pensare con umiltà magari ad aiutare un progetto già esistente apportando le proprie modifiche. Dall’altro canto anche li ideatori di un progetto dovrebbero fare in modo che il loro gruppo sia aperto poichè mi è già capitato due volte di leggere di gruppi di programmatori che sulla carta invitavano chiunque a partecipare ma che via email convertivano il loro pensiero alla più ostica “chiusura” verso il prossimo e le sue idee.

Basta fare le prime donne, vittime di una vanità vuota, di una scena che ha invece bisogno di menti aperte pronte a collaborare.

Forse sbaglio?