Nuovo programma: Tombyla


Sotto il periodo natalizio, si sa, ci piace passare le feste in famiglia e gira e rigira i giochi tipici di questo periodo sono sempre gli stessi. Ovviamente tra essi non manca la tombola. Proprio da questa considerazione mi è venuta in mente quest’idea!

Tombyla, scritto in Gambas e pertanto utilizzabile solo su sistemi GNU/Linux, è una simulazione di tabellone per il gioco della tombola. Esso permette di giocare facilmente senza dover estrarre i numeri a mano e quindi toglie da ogni impiccio nel momento in cui, finita una partita, bisogna mettere tutto apposto. Tombyla, oltre alla normale estrazione dei numeri, evidenzia quelli che sono già usciti in modo che chi estrae può partecipare attivamente al gioco e chi gioca può avere conferma di eventuali numeri sfuggiti o già usciti.

C’è inoltre una simpatica funzionalità che permette di far leggere al computer (avete capito bene!!!) i numero estratti

Come sempre trovate il link per il download dei sorgenti e dei pacchetti per le maggiori distro nella colonna DOWNLOAD presente a destra.

Buon divertimento e buone feste!!!!

Didattica C: Compilare codice con gtk

Nel precedente post ho postato un semplice codice per imparare a creare interfacce gtk basilari con codice C. Ora vediamo come compilare quanto scritto.

Dopo aver salvato il codice in un file di estensione .c, rechiamoci nel terminale, spostiamoci (mediante il comando cd) nella cartella in cui risiede il file e copiamo il seguente codice:

gcc -Wall -g codice.c -o eseguibile `pkg-config --cflags --libs gtk+-2.0`

Premiamo invio e se tutto va a buon fine il terminale non dovrebbe restituire nulla.
Ricordate di cambiare codice.c con il nome del vostro file e eseguibile con un nome che volete dare all’eseguibile.

Ora è possibile lanciare l’eseguibile con:

./eseguibile

oppure recandoci nella cartella dove esso risiede ed effettuando un doppio click sul file che riporta lo stesso nome.

E’ importante tenere presente che i parametri pkg-config –cflags –libs gtk+-2.0 devono essere racchiusi tra apici inversi. Questo carattere si ottiene dalla combinazione su tastiera AltGr + ‘

Didattica C: Primi passi con le gtk

Arriva un momento nella vita di un uomo in cui si abbandona l’essenziale per abbracciare il sofisticato ed il frivolo. Questo è anche ciò che accade nella vita di un programmatore: arriva il giorno in cui si abbandona la riga di comando per iniziare ad usare le finestre tanto amate dall’utente comune!

Bene! Dopo questo preambolo in stile zen possiamo iniziare il cammino per studiare come dare vita al nostro codice C grazie alle gtk.

E’ doveroso, prima di cominciare, spiegare cosa sono le gtk.

GTK+ (acronimo di GIMP ToolKit) è il nome di un insieme di strumenti grafici, basati sulla libreria libgtk, che permette di programmare e creare interfacce grafiche con lo steso stile di quelle che normalmente vediamo in ambiente Gnome. Qualora vorreste iniziare a programmare con tali librerie bisogna prima soddisfare le dipendenze installando libgtk2.0-dev presente nei repository di tutte le distro.

Ora possiamo iniziare a vedere un semplicissimo codice che genera una finestra standard 200×200 pixel.


#include

int main (int argc, char *argv[])
{
GtkWidget *window;

gtk_init(&argc, &argv);

window = gtk_window_new(GTK_WINDOW_TOPLEVEL);
gtk_widget_show(window);

gtk_main();

return 0;
}

Iniziamo con l’analizzare riga per riga il codice appena scritto.

Per prima cosa bisogna importare mediante #include il file contenente le funzioni e le strutture su cui si basano le gtk+; il file gtk/gtk.h, infatti, deve essere presente in ogni software che basa la propria interfaccia su questa libreria.

Mediante la dichiarazione di gtkWidget si ottiene un elemento di tipo finestra (window appunto) che potrà essere successivamente manipolato attraverso i suoi metodi.

Con gtk_init(&argc, &argv) si inizializzano tutti i parametri mediante alcuni argomenti da riga di comando che sono noti a tutti i programmi gtk. E’ possibile, infatti, passare da terminale alcuni parametri che si potrebbero definire standard e che sono uguali per qualsiasi software che sfrutti queste librerie. Essi sono: –display, –debug-level, –no-xshm, –sync, –show-events e –no-show-event.
Il nostro programma al suo avvio andrà alla ricerca di questi parametri e qualora ne incontri qualcuno, lo legge, lo usa, lo elimina dall’array argv[] e decrementa argc. In questo modo alla fine di questo processo sarà possibile analizzare gli argomenti eventualmente passati dall’utente come si faceva prima di usare le gtk.

La riga window = gtk_window_new(GTK_WINDOW_TOPLEVEL) crea la finestra sfruttando una inizializzazione simile a quella presente in linguaggi come il C++.

Gtk_widget_show(window) si limita a mostrare la finestra appena creata.

Dopo le inizializzazioni dei nostri elementi, si incontra la chiamata a gtk_main(). Tale funzione non fa altro che dirci che il codice a finito di creare l’interfaccia e che è in attesa che in X accada qualche evento da gestire (ad esempio la pressione di un tasto della tastiera o un doppio click del mouse).

Infine si pone un return 0 come si era abbituati per restiuire l’intero dichiarato all’inizio del nostro main se l’applicazione si chiude senza problemi.

Questo è solo un semplice esempio. Per quanto stupido possa essere esso contiene le basi per capire il funzionamento iniziale di queste librerie. Si vdrà più avanti qualche esempio più “corposo”.

Alla prossima 🙂