Da quando ho iniziato il mio nuovo lavoro, ho potuto percepire quanto fosse forte la convinzione che GNU/Linux potesse diventare uno strumento a larga diffusione adatto a tutto e a tutti. Avendo modo di svolgere mansioni nel campo dell’informatica ho la possibilità di “influenzare”, abbastanza agilmente, la gente verso una determinata scelta che possa conciliarsi con i loro bisogni.
Già da un po’ di anni, l’azienda presso cui lavoro ha iniziato una lunga battaglia contro Microsoft svolta a suon di installazioni legali di sistemi GNU/linux a discapito di quelle illegali del prodotto di Gates, conversione degli utenti al software libero e manutenzione/gestione di ERP open source.
Fino ad ora la nostra migliore arma era stata Ubuntu che grazie a determinate scelte di Canonical e forte dell’uso di strumenti alla portata di tutti, ci permetteva di avvicinare l’utenza con un’alfabetizzazione informatica abbastanza bassa al fantastico mondo del pinguino.
Oggi però si cambia strada.
Con l’avvento del nuovo desktop environment proposto dalla distribuzione sud africana e con i cicli di rilascio troppo frequenti per un utente poco pratico, abbiamo deciso di fare una scelta: abbandonare Ubuntu per passare a
Mint. La scelta è stata studiata nei minimi particolari affinché si potesse selezionare lo strumento migliore utile ai nostri scopi.
Questa nuova distribuzione, in questi giorni alla luce dei riflettori più che mai, riesce ad essere quello che Ubuntu fu appena nacque: una linux per tutti.
Grafica piacevole, strumenti pratici, menu completo ed ordinato ed una solida base Debian, fanno di Mint il prodotto perfetto per l’utente proveniente da anni di assuefazione da Windows. Inoltre, le scelte che il team della distro sta facendo per il futuro sono sempre migliori e pare che la sua strada sarà lastricata di successi e soddisfazioni.
Speriamo di poter mantenere a lungo il nostro rapporto con Mint. Ai nostri clienti piace molto…e a voi?