Wireless su HP Compaq NX6110 con Ubuntu 12.04

  
Gli avanzamenti di versione delle distribuzioni GNU/Linux portano sempre importanti novità e molte migliorie ma può capitare che portino anche problemi.
È il caso di un HP Compaq NX6110, passatomi sotto mano, che dopo il passaggio dalla versione 11.10 alla 12.04 di Ubuntu ha visto il wireless smettere di funzionare immediatamente. 
La cosa interessante era notare come il gestore di rete indicasse che il wireless risultava disabilitato mediante l’apposito tasto e che lo stesso non sortisse alcun effetto se premuto. A questo punto è stato necessario risalire alla scheda di rete.
Entrando nel terminale e digitando
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lspci
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si è trovato un output simile al seguente:
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00:00.0 Host bridge: Intel Corporation Mobile 915GM/PM/GMS/910GML Express Processor to DRAM Controller (rev 03)
00:02.0 VGA compatible controller: Intel Corporation Mobile 915GM/GMS/910GML Express Graphics Controller (rev 03)
00:02.1 Display controller: Intel Corporation Mobile 915GM/GMS/910GML Express Graphics Controller (rev 03)
00:1d.0 USB controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) USB UHCI #1 (rev 03)
00:1d.1 USB controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) USB UHCI #2 (rev 03)
00:1d.2 USB controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) USB UHCI #3 (rev 03)
00:1d.3 USB controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) USB UHCI #4 (rev 03)
00:1d.7 USB controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) USB2 EHCI Controller (rev 03)
00:1e.0 PCI bridge: Intel Corporation 82801 Mobile PCI Bridge (rev d3)
00:1e.2 Multimedia audio controller: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) AC’97 Audio Controller (rev 03)
00:1e.3 Modem: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) AC’97 Modem Controller (rev 03)
00:1f.0 ISA bridge: Intel Corporation 82801FBM (ICH6M) LPC Interface Bridge (rev 03)
00:1f.1 IDE interface: Intel Corporation 82801FB/FBM/FR/FW/FRW (ICH6 Family) IDE Controller (rev 03)
02:04.0 Network controller: Intel Corporation PRO/Wireless 2200BG [Calexico2] Network Connection (rev 05)
02:06.0 CardBus bridge: Texas Instruments PCIxx21/x515 Cardbus Controller
02:06.2 FireWire (IEEE 1394): Texas Instruments OHCI Compliant IEEE 1394 Host Controller
02:0e.0 Ethernet controller: Broadcom Corporation BCM4401-B0 100Base-TX (rev 02)

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Nella riga evidenziata si vede che il portatile in questione monta una scheda di rete wireless Intel modello 2200BG.

Per riabilitare nuovamente questo modello di schede su Ubuntu 12.04, pertanto, basta entrare nel terminale e digitare in successione i seguenti comandi:

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sudo rfkill unblock 0
sudo rfkill unblock1
sudo rfkill list all
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Riavviate ed avrete nuovamente il wireless attivo.
  

E così scegliemmo Mint

 
Da quando ho iniziato il mio nuovo lavoro, ho potuto percepire quanto fosse forte la convinzione che GNU/Linux potesse diventare uno strumento a larga diffusione adatto a tutto e a tutti. Avendo modo di svolgere mansioni nel campo dell’informatica ho la possibilità di “influenzare”, abbastanza agilmente, la gente verso una determinata scelta che possa conciliarsi con i loro bisogni.
Già da un po’ di anni, l’azienda presso cui lavoro ha iniziato una lunga battaglia contro Microsoft svolta a suon di installazioni legali di sistemi GNU/linux a discapito di quelle illegali del prodotto di Gates, conversione degli utenti al software libero e manutenzione/gestione di ERP open source. 
Fino ad ora la nostra migliore arma era stata Ubuntu che grazie a determinate scelte di Canonical e forte dell’uso di strumenti alla portata di tutti, ci permetteva di avvicinare l’utenza con un’alfabetizzazione informatica abbastanza bassa al fantastico mondo del pinguino.
Oggi però si cambia strada.
Con l’avvento del nuovo desktop environment proposto dalla distribuzione sud africana e con i cicli di rilascio troppo frequenti per un utente poco pratico, abbiamo deciso di fare una scelta: abbandonare Ubuntu per passare a Mint. La scelta è stata studiata nei minimi particolari affinché si potesse selezionare lo strumento migliore utile ai nostri scopi.

Questa nuova distribuzione, in questi giorni alla luce dei riflettori più che mai, riesce ad essere quello che Ubuntu fu appena nacque: una linux per tutti. 
Grafica piacevole, strumenti pratici, menu completo ed ordinato ed una solida base Debian, fanno di Mint il prodotto perfetto per l’utente proveniente da anni di assuefazione da Windows. Inoltre, le scelte che il team della distro sta facendo per il futuro sono sempre migliori e pare che la sua strada sarà lastricata di successi e soddisfazioni.
Speriamo di poter mantenere a lungo il nostro rapporto con Mint. Ai nostri clienti piace molto…e a voi?

MyUnity, personalizzare unity grazie a gambas!

Unity è sicuramente il progetto più controverso che il team di Canonical abbia partorito all’interno dei suoi uffici. Un’idea di desktop abbastanza differente dalla normale concezione a cui si era abituati, è stata un’arma a doppio taglio che ha portato non pochi malcontenti tra i più affezionati utenti della distribuzione dai richiami africani: Ubuntu.
Sicuramente tra le pecche del progetto c’è la sua rigidità e la scarsa, se non inesistente, personalizzazione che stona con la libertà di modifiche a cui i sistemi GNU/Linux ci hanno sempre abituato.
Fortunatamente il malcontento, di molti, si è trasformato in una bellissima idea, di alcuni, che può rincuorare quanti stavano già pensando all’alternativa al Desktop Environment proposto da Canonical sulle sue nuove versioni della propria distro.
Il software in questione si chiama MyUnity e permette con pochi click di modificare numerosi parametri che andranno poi a personalizzare la famosa barra verticale tanto amata/odiata.

Il codice del software è stato scritto in Gambas da Fabio “Pixel” Colinelli, una persona che gli utenti italiani del gambero blu conosceranno benissimo, con la partecipazione di Davide Pedrelli e Sergio Gridelli di Uielinux. 
Il programma non è per niente complesso e le voci tra cui poter scegliere sono abbastanza esplicative nel loro contenuto. Si possono personalizzaremolti dettagli, a partire dal font utilizzato sino ad arrivare alle icone da mostrare sul desktop.
Per chiunque voglia provare il programma o studiare i sorgenti può recarsi sulla pagina offerta da Uielinux.