Disponibili i sorgenti dell’originale Prince of Persia

Come era stato preannunciato in un precedente post, una fortuita coincidenza aveva permesso a Jordan Mechner di riottenere i sorgenti dell’orginale Prince of Persia che risultavano perduti ormai da numerosi anni. Lo stesso sviluppatore, dopo il ritrovamento del proprio tesoro, aveva promesso che dopo un aggiornamento del codice avrebbe provveduto a caricarlo in modo da rendere il tutto idoneo ad un rilascio Open Source in grande stile. La notizia a fatto il giro del mondo e la gente era in attesa che quanto detto divenisse realtà.
Per tutti i nostalgici e per i curiosi finalmente la parola è stata promessa e grazie all’hosting offerto da GitHub ora è possibile esplorare, scaricare e, perchè no, forkare il progetto per far nascere qualcosa di nuovo o ridar vita a qualcosa di vecchio.

 
Sicuramente la notizia è tra le più interessanti dell’ultimo periodo e c’è la certezza che qualcuno e già all’opera o lo sarà a breve per portare questo piccolo capolavoro della storia dell’informatica sulle più recenti piattaforme in circolazione. Forse lo troveremo a breve su le nostre linux box o nei nostri mac oppure vedremo il principe eseguire i celebri salti in una finestra di Windows. Rimane comunque il fatto che la storia e storia e questo  codice ne è sicuramente un pezzo importante.

Liberated Pixel Art

  
L’ormai diffuso interesse verso l’open source è il sintomo predominante di una nuova serie di idee nate per infoltire di ottimi progetti questo già consolidato mondo. Sempre più iniziative, anche promosse dalle aziende più blasonate del settore informatico, nascono e permettono a ottimi prodotti di venire al mondo.
Ultimo, ma solo in ordine cronologico, è il progetto partorito dalle menti di Creative Commons, Free Software Foundation ed OpenGameArt che hanno promosso un contest, Liberated Pixel Art, che prevede la creazione di un videogame 100% open source. Il lavoro che sarà decretato il vincitore otterrà un premio di 10000$ che attualmente è in fase di raccolta mediante le donazioni che giungono dagli utenti. Si può partecipare da soli o presentarsi con un team.
La sfida è stata suddivisa in due fasi di gara.
Fase 1

Dal 01/06/12 al 30/06/12
Definita la parte artistica, questa sezione del contest prevede la creazione di quelli che saranno i contenuti grafici del potenziale videogame. In una fase preliminare è stato definito che il gioco che dovrà essere sviluppato avrà un gameplay ed una grafica che rievochino i vecchi RPG del secolo scorso. Punti fondamentali per poter vedere i propri lavori accettati è quella di dover rilasciare tutto i lavoro sotto licenza CC-BY-SA 3.0 e GNU GPL 3.0. Per le immagini il consiglio è di utilizzare il formato PNG, per l’audio e gli effetti sonori brevi il WAV mentre FLAC ed OGG sono preferibile per la musica di sottofondo o altre colonne sonore.
Fase 2
Dal 01/07/12  al 31/07/12
Definita la parte di sviluppo, questa sezione si fa carico dello sviluppo vero e proprio del motore di gioco. I criteri per questa sezione prevedono che il codice deve essere libero e open source e deve essere disponibile sotto la licenza GNU GPL 3.0. Il codice deve essere compilabile su sistemi liberi al 100% e non deve basarsi su librerie proprietarie. Può essere sviluppato su una qualsivoglia piattaforma solo se essa ha una controparte libera che gira su altri sistemi come ad esempio GNU/Linux. Il sorgente deve essere semplice da installare ed usare.
Vi lascio qualche link per approfondire. Partecipare numerosi.
 

"Ritrovato" Prince of Persia

 
Sembrerebbe una storia di ordinarie pulizie di primavera ed invece il ritrovamento di un anonimo scatolone nelle soffitta di una famiglia come tante potrà risvegliare assopiti appetiti per molti videogiocatori cresciuti a pane e DOS.

Pare infatti che un padre come tanti abbia ritrovato in soffitta delle vecchie scatole del figlio e le abbia spedite al legittimo proprietario. Peccato che a ricevere il pacco c’era Jordan Mechner, noto creatore del celeberrimo gioco Prince of Persia che in quelle scatole aveva conservato i sorgenti originali del gioco da lui stesso sviluppato! Alla scoperta del contenuto di quei dischetti, l’uomo si è subito attrezzato per aggiornare i sorgenti originariamente scritti in ProDOS per poterli distribuire in rete.

Potrà mai l’Open Source garantire la rinascita di un classico degli anni ’80 e ’90 che ha accompagnato diverse generazioni di appassionati?

Credo che se ne sentirà presto parlare.

Fonti [1] – [2]