The Greys. Fumetto gratuito ed aperto

Sono un appassionato di fumetti. Molto spesso mi muovo nelle grandi città vicine alla mia e vado nelle fumetterie di fiducia per acquistare i manga ed i comics che più mi attraggono e mi piacciono. Molte volte, però, capita che cerco sul web autori che pubblicano i loro fumetti in maniera gratuita e devo ammettere che si trovano lavori ben fatti che si rivelano essere perfettamente all’altezza delle controparti commerciali più blasonate.

Oggi voglio presentare uno di questi progetti che però ha dalla sua la caratteristica di essere aperto. Il fumetto in questione si chiama The Greys e narra le vicissitudini di un gruppo di alieni, i Grigi per l’appunto, caduti sulla terra per un’avaria e pronti ad adattarsi alle nostre tecnologie ed ai nostri stili di vita. 
I grigi sono lo stereotipo del tipico alieno grigio con i grandi occhi neri che siamo abituati a vedere e che divennero celebri per il famoso ritrovamento della navicella caduta a Roswell. Ogni vignetta affronta un argomento diverso in maniera divertente e riesce a strappare una risata a chiunque. Gli argomenti trattati variano dalle serie televisive a fatti realmente accaduti. Molto spesso si fa riferimento a telefilm che hanno fatto la storia della fantascienza legata alle avventure nello spazio ed i grandi appassionati di questo genere non avranno difficoltà a trovare citazioni celebri e nomi famosi.
Il fumetto originale è pubblicato in inglese ma, grazie ad alcuni membri del forum di inkscapeforum.it, ho avuto modo di entrare in contatto con l’autore di The Greys così da concordare una collaborazione per la traduzione dello stesso anche in lingua italiana. Attualmente siamo in tre a lavorare alla localizzazione nella nostra lingua ed in breve tempo dovremmo riuscire a raggiungere la completa pubblicazione e stare al passo con le nuove uscite.
Come detto in precedenza il fumetto è aperto. Esso è realizzato con Inkscape e dal sito è possibile scaricare i sorgenti svg per poterli visualizzare e modificare. Inoltre scaricando i sorgenti sarà possibile trovare dei bellissimi e divertenti ester eggs.
Spero il progetto possa piacere perchè è un ottimo lavoro che merita di trovare la diffusione dovuta.
    

Wikirebels. Documentario su Wikileaks

Wikileaks è sicuramente uno dei servizi più interessanti che internet ha saputo offrire dalla sua nascita. La sua struttura, il suo organigramma e il suo fine sono diventati il problema principale per i governi di tutto il mondo e per le autorità che lavorano alla difesa dei segreti nazionali. Inutile presentare Wikileaks poichè è ormai una realtà entrata appieno nel nostro immaginario collettivo e poi perchè ogni descrizione sarebbe sicuramente troppo riduttiva per ciò che esso è ed è diventato. Basti pensare che in soli 3 anni di vita è riuscito a creare molti più scoop di tutti gli altri organi di informazione messi insieme.

Quante volte abbiamo sentito parlare di questo sito e chissà quante volte abbiamo letto notizie magari nate proprio grazie al lavoro del team diretto da Julian Assange. Wikileaks è presente nei media di tutto il mondo molto più di quanto le testate giornalistiche di ogni paese vogliano farci credere. Purtroppo però nessuno si è mai interessato a mostrare il vero volto di tutto ciò che c’è dietro questa immensa macchina anti-segreto e narrarne sfaccettature volutamente nascoste dall’informazione a cui siamo abituati.
Fortunatamente la redazione de Il fatto quotidiano ha tradotto un bellissimo ed interessantissimo video documentario incentrato sulla nascita e sulla vita di Wikileaks: Wikirebel. Il filmato originale è stato prodotto (….e mandato in onda!!!) dalla tv svedese SVT ed ora anche noi possiamo disporre di una versione sottotitolata. L’intero filmato ripercorre la storia di Wikileaks, ed in alcuni tratti quella di Julian Assange e dei suoi collaboratori, dall’idea della sua nascita sino ad arrivare alla situazione attuale senza tralasciare i momenti difficili e le scelte strategiche circa la pubblicazione dei documenti di cui il team era in possesso. Il documentario è intervallato da scene di guerra militare ed altri filmati sottratti alle autorità di tutto il mondo che dimostrano la brutalità che può raggiungere il genere umano e la stupidità di un gioco così pericoloso.
Il servizio è ben fatto e si nota l’attenzione che è stata osservata per la sua realizzazione. La cosa davvero interessante è che finalmente si sente parlare di Wikileaks come un servizio offerto da un team di gente unita dalla stessa idea e, pertanto, non è il solito documento incentrato sui trascorsi di Assange. Ovviamente Jesper Huor e Bosse Lindquist, i due cronisti che hanno realizzato il report, hanno dato il dovuto spazio anche ad altre figure di rilievo nella storia in questione come ad esempio Daniel Domscheit-Berg, ex membro del team e figura di spicco, oggi separato dalla squadra per fondare il sito OpenLeaks.
Vi auguro una buona visione nella speranza che questo video possa aiutare a capire e capire per aiutare.
  

Google un po’ più social

Credo vivamente che ormai si stia entrando in una nuova forma di rete che potremmo benissimo definire Web 2.5, evoluzione naturale del Web 2.0. Da quando sono spuntati i primi social network, il modo di vivere internet è nettamente cambiato. Se un tempo era l’utente ad inseguire i siti ed i loro contenuti, ora sono i webmaster ad inseguire gli utenti ed a palesarsi il più possibile dinanzi ai loro occhi così da incrementare il contatore delle visite e sperare di ottenere ottimi guadagni. 

In quest’epoca di web 2.5, proporre i migliori contenuti è ormai un imperativo anche per il blogger più marginale del panorama internettiano e di tutto questo il maggior fautore è sicuramente il più noto motore di ricerca del mondo: Google. Un tempo l’algoritmo su cui si basa il motore pare cercasse e mostrasse le pagine semplicemente per la loro attinenza con la parola chiave voluta. Oggi, invece, il sistema è cambiato ed i fattori importanti sono diventati tantissimi: velocità di caricamento della pagina, presenza di contenuti multipli, eventuali copie già presenti sul web e mille altre cose ancora. Ed i contenuti? Google ha pensato di unire l’utile al dilettevole e di fare in modo che ogni utente potesse costruire la propria “rete dei desideri” in base ai suoi gusti e alle sue esigenze, il tutto condito con una bella salsa social che, ora come ora, sicuramente non guasta. Nasce così il tasto “+1”.

Il piccolo tastino apparirà accanto ad ogni link della nostra ricerca e, similmente al tasto “Mi piace” del noto social network blu, sarà indice di apprezzamenti da parte degli utenti che visitano i nostri siti ed i nostri materiali. I contenuti targati con tale tasto, inoltre, potranno essere condivisi con i propri contatti e qui la social-ità del sistema prende ancora più corpo.
Come cambierà il panorama delle ricerche e delle condivisioni è ancora un mistero. Google è stata capace di abituarci a grandissimi successi (GMail, GTalk, Blogger) e grandi flop ( Google Wave in primis). Il tempo decreterà se questa strategia saprà integrarsi nell’avviato mondo della social net o se sparirà nel dimenticatoio come un meteora passata semplicemente troppo vicino al nostro pianeta.