Come ti spia la Mela

Conosci Apple, vero? Sicuramente ti rechi quotidianamente sul sito della società di Steve Jobs e sbavi sulla tastiera nella speranza che appaia un messaggio che ti regala l’iPhone. Sicuramente fremi dalla voglia di avere un iPod. Sicuramente piangi in ginocchio per avere l’iPad.

Se ti ho inquadrato ti chiedo di chiudere la tab del tuo browser perchè ciò che c’è scritto potrebbe sconvolgerti mentre se ti è rimasto ancora un pò di raziocinio continua a leggere per soddisfare la tua voglia di conoscenza.

In un suo congresso Apple ha dichiarato che i suoi dispositivi (iPhone, iPod ed iPad) spedivano ad intervalli di 12 ore pacchetti cifrati tramite wifi sui server di Cupertino. Ma cosa contenevano questi pacchetti? Pare che Apple fosse interessata a sapere la geolocazione dei suoi utenti. Ora il dilemma è: perchè? Jobs si è giustificato dicendo che tali pacchetti, anonimi, servivano per conoscere la posizione geografica degli users e garantire così l’esatta localizzazione delle applicazioni acquistate sull’App Store o su iTunes Store.

Pare che il mezzo principale mediante cui i pacchetti venissero spediti fosse Safari e questo permetteva alla Mela, quindi, di conoscere anche la posizione di utenti non Apple che avessero scelto Safari come browser.

Spiare gli utenti non è sinonimo di serietà e fortunatamente Jobs può contare su una cerchia di clienti fidati e alle volte volontariamente ciechi. Spiare gli utenti vuol dire servirsi di loro in maniera illecita e immorale. Spiare i propri utenti apre scenari davvero raccapriccianti.

Spero l’articolo possa servire ad aprire gli occhi di chi non vuol vedere, nella speranza che un futuro con un Grande Fratello Informatico non arrivi mai.