Celyon. Nuovo linguaggio di programmazione

Forte del suo periodo d’oro, java è ancora uno dei linguaggi più diffusi per via della sua portabilità e per la larga presenza di vecchi software aziendali scritti con questo linguaggio e difficili da cambiare poichè ormai parte integrante dei sistemi di produzione. Tuttavia, chi ha avuto modo di provare questo linguaggio sa che non è certo una piuma in termini di risorse e la sua alta portabilità di paga a caro prezzo in termini di prestazioni. Proprio questo limite di tale linguaggio ha portato alla nascita di diversi progetti paralleli che contano sulla semplicità della struttura della sintassi di java ma che sono più performanti in fase di uso/produzione. Ultimo, ma non ultimo, in ordine di tempo è il codice partorito dagli uffici di Red Hat.

Con il nome di Celyon, il nuovo prodotto dell’azienda dal cappello rosso conta di essere una valida alternativa al più blasonato java ma non mira a rimpiazzarlo al 100%. Celyon per funzionare, infatti, necessita di una macchina virtuale JVM. Celyon si presenta come un linguaggio ad alto livello, orientato agli oggetti ed imperativo. La sintassi è molto vicina al c# ed influenzata dallo stesso java. 

Questo è l’esempio del tipico hello world:
# —– Celyon —–
void hello() {
    print("Hello, World!");
}
# ——————–

Il progetto è completamente open source ed i suoi sorgenti possono essere visualizzati e scaricati dal repo ufficiale su github. Questo nuovo progetto può sicuramente contare sul nome di una grande azienda ma basterà ciò per scardinare la diffusione di java?

Fonte : [1] – [2]
  

E così scegliemmo Mint

 
Da quando ho iniziato il mio nuovo lavoro, ho potuto percepire quanto fosse forte la convinzione che GNU/Linux potesse diventare uno strumento a larga diffusione adatto a tutto e a tutti. Avendo modo di svolgere mansioni nel campo dell’informatica ho la possibilità di “influenzare”, abbastanza agilmente, la gente verso una determinata scelta che possa conciliarsi con i loro bisogni.
Già da un po’ di anni, l’azienda presso cui lavoro ha iniziato una lunga battaglia contro Microsoft svolta a suon di installazioni legali di sistemi GNU/linux a discapito di quelle illegali del prodotto di Gates, conversione degli utenti al software libero e manutenzione/gestione di ERP open source. 
Fino ad ora la nostra migliore arma era stata Ubuntu che grazie a determinate scelte di Canonical e forte dell’uso di strumenti alla portata di tutti, ci permetteva di avvicinare l’utenza con un’alfabetizzazione informatica abbastanza bassa al fantastico mondo del pinguino.
Oggi però si cambia strada.
Con l’avvento del nuovo desktop environment proposto dalla distribuzione sud africana e con i cicli di rilascio troppo frequenti per un utente poco pratico, abbiamo deciso di fare una scelta: abbandonare Ubuntu per passare a Mint. La scelta è stata studiata nei minimi particolari affinché si potesse selezionare lo strumento migliore utile ai nostri scopi.

Questa nuova distribuzione, in questi giorni alla luce dei riflettori più che mai, riesce ad essere quello che Ubuntu fu appena nacque: una linux per tutti. 
Grafica piacevole, strumenti pratici, menu completo ed ordinato ed una solida base Debian, fanno di Mint il prodotto perfetto per l’utente proveniente da anni di assuefazione da Windows. Inoltre, le scelte che il team della distro sta facendo per il futuro sono sempre migliori e pare che la sua strada sarà lastricata di successi e soddisfazioni.
Speriamo di poter mantenere a lungo il nostro rapporto con Mint. Ai nostri clienti piace molto…e a voi?

MyUnity, personalizzare unity grazie a gambas!

Unity è sicuramente il progetto più controverso che il team di Canonical abbia partorito all’interno dei suoi uffici. Un’idea di desktop abbastanza differente dalla normale concezione a cui si era abituati, è stata un’arma a doppio taglio che ha portato non pochi malcontenti tra i più affezionati utenti della distribuzione dai richiami africani: Ubuntu.
Sicuramente tra le pecche del progetto c’è la sua rigidità e la scarsa, se non inesistente, personalizzazione che stona con la libertà di modifiche a cui i sistemi GNU/Linux ci hanno sempre abituato.
Fortunatamente il malcontento, di molti, si è trasformato in una bellissima idea, di alcuni, che può rincuorare quanti stavano già pensando all’alternativa al Desktop Environment proposto da Canonical sulle sue nuove versioni della propria distro.
Il software in questione si chiama MyUnity e permette con pochi click di modificare numerosi parametri che andranno poi a personalizzare la famosa barra verticale tanto amata/odiata.

Il codice del software è stato scritto in Gambas da Fabio “Pixel” Colinelli, una persona che gli utenti italiani del gambero blu conosceranno benissimo, con la partecipazione di Davide Pedrelli e Sergio Gridelli di Uielinux. 
Il programma non è per niente complesso e le voci tra cui poter scegliere sono abbastanza esplicative nel loro contenuto. Si possono personalizzaremolti dettagli, a partire dal font utilizzato sino ad arrivare alle icone da mostrare sul desktop.
Per chiunque voglia provare il programma o studiare i sorgenti può recarsi sulla pagina offerta da Uielinux.