Dropbox: pacchetto deb Debian

Per esigenze particolari ho dovuto installare dropbox sul computer che uso a lavoro. 

Dropbox è un software multipiattaforma (disponibile per Windows, Mac OS X, Linux, iOS, BlackBerry OS e Android) cloud based che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite web.

Dropbox si basa sul protocollo crittografico SSL, ed i file immagazzinati, accessibili tramite password, vengono crittati tramite AES.

La versione gratuita del programma permette l’hosting fino a 2 GB estendibili fino a 10 GB in totale (si guadagnano 250 MB per ogni nuova persona invitata che si registri al sito e installi il software sul proprio computer); versioni a pagamento permettono di aumentare lo spazio fino a 50 GB e 100 GB e di guadagnarne altro invitando nuove persone ad utilizzare il servizio.

Il servizio può essere usato via Web, caricando e visualizzando i file tramite il browser, oppure tramite il driver locale che sincronizza automaticamente una cartella locale del file system con quella condivisa, notificando le sue attività all’utente.

Tratto da Wikipedia
Su quella determinata postazione usiamo una Ubuntu 10.04 e pertanto questo software offre un pacchetto già precompilato da installare ed usare sulla distro di Canonical.
A casa, invece, uso una Debian Wheezy e, dovendo necessariamente mantenere i dati sincronizzati, ho dovuto trovare il modo di installare questo software sulla mia distribuzione.
Attualmente gli unici modi per avere dropbox su Debian sono la compilazione o l’inserimento di repo non ufficiali. Ho provveduto, pertanto, a creare un semplice pacchetto deb per chiunque sia nella mia stessa situazione e non voglia ricorrere all’uso di terminali o contaminare il source.list con stringhe di dubbia provenienza.
Il pacchetto a da testare (dato che non ho modo di poterlo fare). Pertanto se qualcuno vuole provarlo può poi lasciare un commento di feedback per i futuri fruitori dell’archivio.

Squeeze here


I tempi di rilasci adottati dal Debian’s team possono sembrare ai più biblici ma solo chi usa questo particolare sistema sa quanto ciò significhi, in parole povere, stabilità e sa che può e deve amarlo anche per questo. Dopo due anni dall’ultimo rilascio, oggi finalmente è possibile etichettare Debian Squeeze 6 come stabile. Stabile non per modo di dire. Stabile non perché è giunta la data prefissata ma stabile perché ora questo sistema è davvero stabile.

Diverse novità giungono con questa versione. Innanzitutto al posto del kernel Linux è possibile provare l’accoppiata GNU/KFreeBSD. Squeeze può essere installata davvero ovunque viste le diverse architetture supportate. In particolare abbiamo:
  • Intel IA-32 (i386)
  • Intel EM64T / x86-64 (amd64)
  • Motorola/IBM PowerPC (powerpc)
  • Sun/Oracle SPARC (sparc)
  • MIPS (mips (big-endian) and mipsel (little-endian))
  • Intel Itanium (ia64)
  • IBM S/390 (s390)
  • ARM EABI (armel)
Infine si evidenzia come Squeeze sia totalmente libero visto che i firmware chiusi sono stati spostati in un repo non-free.

Non mi resta che augurarvi buona installazione o buona aggiornamento…:-)

Fonte: [1]

Brother DCP-117C su Debian Squeeze


L’altro giorno ho avuto la fortuna di eseguire un gesto che ha cambiato il mondo. Posso essere onorato di aver salvato una stampante perfettamente funzionante dalla discarica. Essendone sprovvisto, ho deciso di adottare questo pezzo di trashware come mia multifunzione personale.

Per prima cosa, mi sono preso un bel pomeriggio libero dedicato solo alla mia nuova amica. Ho rimosso le cartucce, ho svitato qualche vite ed ho provveduto ad effettuare un’accurata pulizia di ogni parte sensibile ed interessata ad eventuali ristagni di inchiostro. Le cartucce erano quasi esauste ma essendo un ambintalista convinto ho deciso di sfruttarle sino all’ultima goccia e rigenerarle, se possibile, una volta esaurite.
Come ogni utente GNU/Linux che si rispetti, poi, ho cercato on line notizie circa la compatibilità con la mia Debian Squeeze (attualmente testing). Ovviamente se avessi visto che la stampante non fosse risultata idonea avrei provveduto a metterla apposto e, magari, l’avrei regalata ad un amico poiché era proprio la mia missione salvarla dalla discarica in età prematura. Le guide riportavano tutte al sito del produttore dove era possibile scaricare due pacchetti per i driver (vecchiotti). Nonostante tutti i siti riportassero la stessa procedura, il tutto si è dimostrato leggermente più complesso ed ora vedremo come fare.
La guida si riferisce alla stampante Brother DCP-117C ma ciò non toglie che possa essere seguita per altri modelli simili.
Collegare il cavo USB della stampante e accendere la stessa. Una volta che tutti i processi di controllo sono terminari è possibile seguire i seguenti passi:

1) Prima di tutto otteniamo i privilegi del “divino”

su
[password]

2) Creiamo la directory utile più tardi

mkdir -p /var/spool/lpd/MFC210C

3) Linkiamo simbolicamente due file

ln -s /etc/init.d/cupsys /etc/init.d/cup

4) Installiamo csh e cups qualora essi non dovessero essere presenti nel sistema

aptitude install csh cups

5) Come precedentemente fatto creiamo altri due link simbolici

ln -s /etc/init.d/cupsys /etc/init.d/lpd
ln -s /etc/init.d/cupsys /etc/init.d/lprng

6) Scarichiamo i due pacchetti contenenti i driver dopo aver accettato le licenze (se d’accordo con il contenuto ovviamente)

7) Spostarsi nella cartella in cui sono stati scaricati i file mediante cd

cd cartella_di_download

o evitare tale passo se essi sono nella home.

8) Installiamo i pacchetti rispettando l’ordine

dpkg -i mfc210clpr-1.0.2-1.i386.deb
dpkg -i cupswrapperMFC210C-1.0.2-3.i386.deb

e controlliamo che tutto sia stato installato con:

dpkg -l | grep Brother

che dovrebbe restituire una stringa tipo

ii mfc210clpr 1.0.2-1
Brother lpr Inkjet Printer Definitions

9) digitare il comando

lpinfo -v

per ottenere una serie di stringhe tra le quali figurerà la posizione della stampante.
Ad esempio nel mio caso é “usb://Brother/DCP-117C”. La vostra dovrebbe essere abbastanza simile. Ricordate questo dato. Con il comando

ls /usr/share/cups/model

invece, otterrete il ppd che dovrete ricordare. Nel mio caso, ad esempio, esso è

“brmfc210c_cups.ppd”.

10) A questo punto, coi dati raccolti prima, dovrete dare il comando

lpadmin -p (nome_del_ppd) -E -v (posizione_stampante) -P /usr/share/cups/model/(nome_completo_ppd)

Ad esempio nel mio caso tale comando, tenendo presente quanto detto prima, è

lpadmin -p MFC210C -E -v usb://Brother/DCP-117C -P /usr/share/cups/model/brmfc210c_cups.ppd

Finalmente la nostra stampante è installata. Per controllare che tutto sia andato a buon fine è possibile interrogare, mediante qualsiasi browser web, la pagina di cups recandosi all’indirizzo

http://localhost:631/printers

e vedere se la propria stampante figura tra quelle presenti.
Ora potete aprire un editor di testo, scrivere qualcosa e provare a lanciare una stampa.
Fonte: [1]