Siamo più dell’1%

Da diversi blog apprendo la notizia di una simpatica iniziativa del sito DudaLibre.com.


Per dimostrare al mondo che gli utenti GNU/Linux sono più dell’ormai antico (e mai realmente dimostrato) 1%, si è deciso di fare in modo che ognuno possa indicare al mondo di essere un user del pinguino.

Partecipa anche tu recandoti al sito http://www.dudalibre.com/en/gnulinuxcounter. Imposta email, paese, distro e numeri di computer su cui usi GNU/Linux e fai sapere al mondo che ci sei.

Pubblicizza l’iniziativa come ti è possibile e se si riesce nell’intento potremmo finalmente scrollarci di dosso un numero che non ci appartiene….

Linux è il numero 1 ma vale più dell’1%

Progetto con Google Code – Come aprirne uno


Più volte mi è stato richiesto come aprire e gestire un progetto mediante Google Code.

Oggi inizieremo, mediante una serie di articoli, a vedere come fare a creare il necessario affinché ciò possa avvenire e vedremo come mantenere vivo il nostro progetto grazie all’uso di Subversion.

Iniziamo recandoci nella pagina per creare un nuovo progetto: http://code.google.com/hosting/createProject.

Avremo dei campi da compilare:

Project Name: è il nome da attribuire al progetto. Esso figurerà nell’url di riferimento alla pagina del progetto, è obbligatorio e non potrà più essere modificato. Si consiglia perciò di sceglierlo bene.

Project summary: è una descrizione sommaria del progetto. Non deve essere dettagliata ma deve indicare, a grandi linee, cosa fa il software. Questa voce potrà essere modificata in seguito

Project description: è la vera e propria descrizione nella quale potremo scrivere tutto quello che ci pare e che reputiamo importante. Sarà presente nella home page del nostro progetto e sarà facilmente editabile in futuro anche con particolari tag.

Version control system: questa combo contiene due voci. Se volete seguire questa guida dovrete scegliere Subversion, altrimenti se siete più propensi verso l’altro sistema (magari perché lo conoscete e lo avete già usato) potete scegliere Mercurial.

Source code license: in questa combo, invece, figurano alcune licenze tra le quali sceglierne una da applicare al vostro progetto. Qui la scelta è lasciata totalmente a voi. Io prediligo la GNU GPL 3 ma se avete particolari esigenze scegliete pure. Magari informatevi circa le altre licenze che possono essere più consone al vostro lavoro. L’importante è ricordare che Google Code accetta solo licenze Open Source.

Use a separate content license: se spuntate questa voce permettete di abilitare la combo associata che vi permetterà di aggiungere alla licenza scelta una clausola di tipo Creative Commons

Project labels: vi mette a disposizione sei caselle di testo nelle quali inserire delle parole chiave che identificano il vostro progetto e ne facilitano la catalogazione nel database del portale in modo da facilitare eventuali utenti nella scelta. Se non avete idea di cosa aggiungere potete scegliere tra quelle proposte nella tendina che appare cliccando con il mouse in una delle caselle. Le sei caselle non devono necessariamente essere riempite tutte. Se, invece, il loro numero non è sufficiente potete aggiungerne altre cliccando su Add Row.

Bene. una volta terminato il lavoro potete cliccare Crete project. Il vostro lavoro è ora online ed è raggiungibile all’indirizzo:

http://code.google.com/p/NOME-VOSTRO-PROGETTO

Nella prossima lezione vedremo come caricare i sorgenti del nostro progetto. Alla prossima.

Internet non morirà mai


Internet. Una parola tanto semplice, ormai appartenente ai vocabolari di tutti il mondo, indica un immenso universo intorno al quale ruotano persone, cose e avvenimenti. La semplicità della parola si rispecchia nella facilità e genialità del funzionamento. Milioni di computer e dispositivi di ogni genere, connessi l’uno all’altro per condividere bit che andranno a creare dati tanto futili quanto fondamentali.

Perchè internet non morirà mai?

A differenza di quanto utlimamente si sente affermare, interne, a mio modesto parere, è destinata ad avere ancora vita lunga. Il fatto che internet essenzialmente non esista, in quanto entità fisica in sè per sè, la pone ad un livello di astrazione talmente elevato che dichiararne la morte è letteralmente impossibile.

Dire che internet morirà è come insinuare che possano morire concetti come la comunicazione, l’amicizia, l’odio o l’amore. Essi sono tutti astratti e si vengono a creare nel momento stesso in cui divese persone instaurano un rapporto, sia esso breve o duraturo. Quando due o più computer si connettono tra di loro, esse creano una rete ed internet altro non è che un rete molto grande.

Gli interessi tecnologici che ultimamente si stanno sviluppando non porteranno alla distruzione della grnade rete ma, anzi, ne accresceranno in maniera esponenziale le dimensioni. Computer, telefonini, terminali e postazioni ormai sono nodi cruciali di internet. Essa vive grazie a loro e, ora, loro vivono grazie ad essa.

Prima di dire che internet morirà passerà molto tempo e la grande rete verrà sositutita solo da un sistema ancora migliore.

Noi, da comuni mortali. possiamo solo aspettare e guardare.