Vettorializzare immagini raster con Inkscape


Chiunque usi un computer, un telefono di nuova generazione o una fotocamera avrà a che fare con immagini dei più disparati formati. Jpeg, png, gif e raw, appartenenti alla categoria delle immagini raster o bitmap, sono solo alcuni dei formati in cui un’immagine può presentarsi. La pecca fondamentale di questo tipo di file è la loro non scalabilità che ci limita pertanto ad attenerci alle dimensioni in cui tale figura si presenta. Le immagini raster, infatti, sono composte da una griglia fatta di minuscoli punti definiti pixel. Ad ogni pixel viene associato un colore e l’insieme di questi compone le immagini così come noi le percepiamo. Alla grafica di tipo raster si contrappone la grafica vettoriale che permette una scalabilità infinita delle immagini. Questo tipo di grafica, a differenza di quella precedentemente vista, rappresenta le immagini come una serie di rapporti tra linee e punti e questo permette, ad esempio, di zoomare un’immagine vettoriale fino all’infinito poichè ciò che interessa è il rapporto tra le parti dell’immagine e non il numero di punti che la compongono. Passare da un tipo di grafica all’altro non è impossibile ed ora vedremo come trasformare un’immagine raster in una vettoriale mediante l’ausilio del celebre software open source Inkscape.

Si suppone che il software sia già installato nel sistema e si abbia una minima conoscenza, per lo meno basilare ed elementare, dello stesso.

PASSO 1

Lanciamo il programma e dal menu apriamo un’immagine raster a scelta. In questo caso lavoriamo con un jpeg che rappresenta il logo di Debian.


PASSO 2

Clicchiamo sull’immagine in modo da selezionarla o digitiamo CTRL + A per eseguire il comando “Seleziona tutto” che possiamo trovare anche nella voce di menu Modifica -> Seleziona tutto


PASSO 3

Seleziona da menu la voce Tracciato -> Vettorializza Bitmap o digitare MAISC + ALT + B per avere lo stesso effetto


PASSO 4

Si aprirà una finestra nella quale dovremo selezionare la combobox Colori della voce “Scansione multipla: crea un gruppo di tracciati” e dove bisogna eliminare la spunta da Uniformità.


PASSO 5

È possibile ora cliccare sul button OK così da avere l’immagine vettorializzata. Salvare ciò che si è appena ottenuto con estensione .svg.

ATTENZIONE:
#1 Si noti che spostando l’immagine appena creata troveremo la vecchia immagine raster che non viene cancellata. È possibile ora eliminare la vecchia immagine così da alleggerire il file.
#2 Questo tipo di tecnica è molto semplice ma è anche poco potente. Con immagini semplici come quella appena vista funziona tutto molto bene ma con immagini più complesse l’effetto ottenuto, per quanto paricolare, potrebbe non rispettare i canoni desiderati.

Forum italiano su inkscape


La necessità di diffondere e pubblicizzare, nella maniera più capillare ed estesa possibile, il software libero, prevede l’uso di mezzi semplici come siti internet, portali informatici e blog. Uno strumento che da sempre si è reso utile per la creazione di community intorno a software potenti e complessi è sicuramente il forum. Inkscape, senza ombra di dubbio, rientra tra quei software intorno ai quali una comunità può avere tanto da dire e per cui c’è tanto da fare. Proprio per tale motivo è da diverse ore on-line un nuovo forum italiano dedicato a questo splendido software di grafica vettoriale. Inkscapeforum.it nasce dalla passione di alcuni utenti che hanno deciso di riunire tutti gli appassionati, linuxiani e non, del celebre software in modo da creare una piazza virtuale nella quale poter discutere, scambiare nozioni, fondere esperienze, creare tutorial, postare video guide e scambiare due chiacchiere su tutto quello che riguarda le immagini vettoriali, dalla loro progettazione siano alla completa realizzazione.
Il forum risulta ordinato e ben strutturato e le varie sezioni sono organizzate con criterio ed ordine così da favorire una buona ricerca dei contenuti voluti. Il template ricercato ed i colori in stile dark moderno creano un ambiente visuale molto rilassante che conferisce al portale una certa eleganza. Attualmente i tutorial sono limitati vista la giovane età del sito ma sicuramente questo è un progetto destinato a crescere anche grazie al vostro aiuto. Si spera che questo nuovo sito cresca e ne seguiremo sicuramente lo sviluppo molto da vicino.

Divisi su Unity

Chiunque sia minimamente informato su ciò che riguarda il mondo di GNU/Linux e dell’Open Source, saprà cos’è Unity e le discordie che questo nuovo progetto sta sollevando sin da prima del suo rilascio. Per chi invece ancora non lo sapesse spieghiamo brevemente in cosa consiste. Unity è un interfaccia sviluppata su Gnome che Canonical (l’azienda genitrice della distribuzione Ubuntu) ha ideato inizialmente per la versione della propria distro dedicata ai netbook. Essa attualmente utilizza il celebre Compiz come gestore di finestre e propone un’interfaccia compatta e pratica per i piccoli schermi per cui è sviluppata. Nonostante l’idea iniziale fosse quella di “conquistare” il mercato dei superportatili di nuova generazione, Unity si è dimostrata ben voluta tanto da indurre Canonical al suo porting su computer di tipo desktop e portatili con risoluzioni più elevate. Il mondo dell’Open Source, tuttavia, vede in Unity non un’adattamento di Gnome per fini pratici ma un vero e proprio fork su cui il team di Ubuntu sta focalizzando le sue attenzioni in maniera particolarmente interessante. Ma perchè tutto ciò? Cosa spinge un’azienda di questo tipo ed operante in questo settore a scegliere una strada come questa allontanandosi dalle opportunità offerte da un desktop environment già collaudato e maturo come Gnome che inoltre sta approdando verso la terza versione? La questione è sicuramente profonda e va ricercata nel futuro del progetto Gnome e non nelle idee dell’azienda di Shuttleworth.

L’Open Source, come ben si sa, cammina su una strada lastricata di buone, anzi ottime e nobili, intenzioni e i suoi progetti vengono portati avanti in buona parte da appassionati ed interessati del settore. Tutto questo si traduce in una linea di sviluppo abbastanza incostante correlata strettamente al tempo libero che ogni sviluppatore ha da dedicare al proprio progetto. A differenza di una software house, Gnome non può gestire lo sviluppo dei propri software mediante una time line poichè sarebbe impossibile visto il tipo di lavoro che c’è dietro ad ogni riga di codice. Ubuntu, sin dal suo esordio, si è posta l’obiettivo di essere una distribuzione stabile e duratura rivolta ad un bacino di utenza principalmente composto da nuovi utenti o neofiti del mondo GNU/Linux. La stabilità, quindi, gioca un ruolo primario nel futuro della distro di Canonical e Gnome, attualmente, pare mantenersi su radici tutt’altro che solide. La mancanza di fondi, la scarsa crescita di alcuni progetti e l’abbandono di altri non giova all’immagine dell’ambiente desktop. Questo però non giustifica la canonica sud africana che, ha detta di molti, si è fatta carico del peccato di attingere molto dall’open source ma dare in cambio molto poco. Unity è testimone di queste accuse e Ubuntu è lo strumento che Shuttleworth usa per predicare una filosofia non propriamente uguale alle azioni compiute. Portare avanti Gnome o approdare in Gnome3 avrebbe sicuramente giovato molto di più rispetto alla creazione di un nuovo progetto. La riconoscenza è uno strumento importante nel mondo dell’Open Source ed Unity potrebbe essere un’offesa che il team di Canonical sta rivolgendo ad un progetto che ha contribuito alla fortuna della distro.
Avere un progetto cucito sulle proprie idee crea l’illusione di portare innovazione quando invece la vera crescita sarebbe la cooperazione con altri teams per il raggiungimento di un fine comune. Da questa storia si sarebbero potuti arricchire tutti mentre pare che ognuno ne sia uscito più povero di prima. Un DE che zoppica verso la nuova versione, una nuova interfaccia abbastanza lenta e fondamentalmente poco innovativa, un uomo che predica l’opposto di ciò che fa e gli utenti che come semplici spettatori non possono far altro che sedersi e guardare senza poter partecipare attivamente a tutta questa farsa.